Assisi ha ospitato una Cerimonia commemorativa in onore di Guido Dettoni della Grazia, scomparso il 6 marzo 2026. È stata un’occasione speciale che ha riunito familiari, amici, colleghi e estimatori provenienti da tutto il mondo, per ricordare e rendere omaggio alla sua vita, alla sua opera e alla preziosa eredità che lascia come artista, amico e uomo.

Parole di Carles Duarte
Poeta e linguista catalano

Foto: Mauro Berti

Oggi ci troviamo ad Assisi, nella chiesa di Santa Maria delle Rose, per ricordare Guido e celebrare il trentesimo anniversario della concezione di un’opera destinata a scaldare i nostri cuori e ad accompagnarci lungo i tortuosi sentieri della vita.

Maria di Guido Dettoni della Grazia è una scultura bellissima per la sua eccezionale qualità estetica, in grado di trasmetterci una bellezza essenziale e immarcescibile. Al contempo, è un’opera profondamente e radicalmente spirituale, che ci invita alla venerazione di Maria, la Madre di Dio, non partendo da un sentimento lontano o da una devozione convenzionale, bensì da un’emozione intensa e primordiale, perché riusciamo a sentirla dentro di noi, attraverso gli occhi e le mani.

Nel suo libro Guido ci racconta che, più che creare Maria, se l’è ritrovata tra le mani, mentre modellava una cera acquistata durante un viaggio in Messico. Il modo in cui ne parla mi fa pensare alla meravigliosa tradizione delle madonne ritrovate nei luoghi inerpicati sulle montagne, come quella di Núria in Catalogna o la Meritxell ad Andorra.

La vera arte attraversa i secoli e lega le generazioni umane. Solo alcune persone con un talento e una sensibilità eccezionali sono in grado di interpretare ciò che ci trascende. Guido Dettoni ci è riuscito in maniera magistrale. Lo ha fatto in diverse sue creazioni, ma nessuna ha ottenuto una presenza internazionale così ampia e un riconoscimento così unanime come questa Maria che resiste con saggezza alla tentazione di riprodurre un corpo concreto. Siamo in tanti a desiderarla accanto a noi per pregare con lei.

Il prodigioso percorso seguito da Maria e la ricchezza delle dimensioni che quest’affascinante scultura ci ha offerto finora (con il bambino Gesù, con una giara tra le mani, con la colomba della pace, inginocchiata in preghiera…) sono illustrati nel libro che oggi presentiamo e che è stato ultimato da Guido Dettoni, in un gesto di memoria e di gratitudine che apprezziamo ancor di più dopo che il suo cuore – così luminoso! – ha smesso di battere. Sfogliando le pagine del libro possiamo comprendere l’origine e il senso di questa magnifica opera d’arte e spiritualità, ma possiamo anche ripercorrere la cronaca dei luoghi che l’hanno accolta, dei vestiti di legno, marmo o resina che ha indossato.

Il nostro stimato e compianto Guido è ancora più vivo e presente che mai tra noi, grazie alle sue brillanti intuizioni. Con un’umiltà che lo rende un artista ancora più unico e geniale, Guido Dettoni ci parla di Maria come una madonna ritrovata, come se avesse ricevuto un regalo nel crearla. Un regalo che ha voluto condividere con tutti noi e con chi potrà conoscerla per la prima volta d’ora in avanti.

Tuttavia, siamo qui riuniti ad Assisi perché convocati anche dal dolore dell’assenza, della perdita improvvisa che sentiamo come una ferita aperta, perché ci mancano le parole sempre lucide e stimolanti di Guido Dettoni, perché ci addolora non poterlo abbracciare come al solito.

Per questo riconosciamo ancor di più l’importanza delle ore in amicizia trascorse con lui e degli insegnamenti che ci ha lasciato, come una forza che ci univa potentemente. Guido vive nel nostro ricordo e nella sua creazione artistica. E da adesso, anche in questo libro che ci ha lasciato come una testimonianza che ce lo fa sentire presente e che ci aiuta a comprendere e a valorizzare ulteriormente la sua esistenza e la sua eredità.

Molti di noi considerano Guido Dettoni della Grazia indispensabile per spiegare chi siamo e come comprendiamo la nostra esperienza di vivere in comunità con gli altri. Oggi alcuni di noi sono ad Assisi in rappresentanza di una vera e propria moltitudine di persone in giro per il mondo.

Questa riunione non sarebbe stata possibile senza l’amore e l’impegno intelligente ed entusiasta di sua figlia Ida che, come già fece quando Guido era in vita, si è occupata con criterio e generosità dell’opera – e adesso anche della memoria ­– di suo padre.

A lei e ai suoi fratelli Axel e Pax rivolgiamo la nostra immensa gratitudine e il nostro impegno a essere al loro fianco per difendere, rivendicare e promuovere la conoscenza dell’eredità lasciata da Guido Dettoni all’umanità intera e che mantiene intatta tutta la sua bellezza e tutta la sua luce.

Assisi, 12 settembre 2026
Cerimonia commemorativa in memoria di Guido Dettoni della Grazia

POEMA

Una poesia nata dall’incontro di Assisi in memoria di Guido
Catalano

Per a Ida i tots els qui ens hi vam aplegar

Tantes vides,
tants gestos
que les pedres preserven
en aquesta ciutat murallada,
costeruda i antiga,
arrapada a la roca
des de temps ben llunyans.

Sant Rufí, sant Francesc, santa Clara
hi van néixer
i Maria,
que Guido Dettoni va crear
i va trobar-se entre els dits,
hi sojorna;
ara hi té,
vestida de fustes i marbre,
un bellíssim recer,
des de l’Alfa a l’Omega,
a cavall entre el verd de la plana
i els cims nus
de les altes muntanyes.

Ens convoquen a Assís
els records que estimem
i la llum i l’anhel de la pau.

Ens hi acullen,
fraternes,
unes càlides mans.

Hi arrelem per sentir-nos units,
compartint les mirades.

Carles Duarte i Motserrat
Settembre 2026
Italiano

Per Ida e per tutti coloro che si sono riuniti con noi

Tante vite,
tanti gesti
che le pietre custodiscono
in questa città cinta da mura,
scoscesa e antica,
aggrappata alla roccia
fin da tempi remotissimi.

San Rufino, san Francesco, santa Chiara
vi nacquero,
e Maria,
che Guido Dettoni creò
e si ritrovò tra le dita,
qui dimora;
ora ha qui,
rivestita di legno e marmo,
un rifugio bellissimo,
dall’Alfa all’Omega,
sospesa tra il verde della pianura
e le nude vette
delle alte montagne.

Ci chiamano ad Assisi
i ricordi che amiamo,
la luce e il desiderio di pace.

Ci accolgono,
con spirito fraterno,
mani calde e accoglienti.

Qui mettiamo radici per sentirci uniti,
condividendo gli sguardi.

Carles Duarte i Motserrat
Settembre 2026